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Leadership2 min

408 000 capi e il numero di equilibrismo in punta di piedi

Di Dr. Marcos Arias, Managing Partner

Molti quadri dirigenti non sono cresciuti nel loro ruolo, ma vi sono scivolati dentro. Spesso perché sono bravi sul piano professionale o vengono promossi come «riconoscimento» (lo chiami pure «apprezzamento»). Il risultato? Un gran numero di quadri fallisce clamorosamente. Perché? Il nuovo titolo sul biglietto da visita, il parcheggio davanti all’azienda, le competenze più ampie in materia di personale e budget e lo stipendio più alto sono inizialmente allettanti. Ma che cosa significhi davvero guidare nell’attività quotidiana, pochissimi ne sono consapevoli.

Nelle situazioni di leadership quotidiane sono inevitabili scontri, ostacoli, sfortuna, sfide, resistenze, delusioni e diffidenza. Per guidare con successo è quindi importante prestare attenzione ai sentimenti e alle emozioni nelle situazioni di leadership ed elaborarli con cura.

In molte aziende i capi entrano in un ruolo che non si addice davvero a loro. E meno il ruolo si addice a loro, più devono – in senso figurato – mettersi in punta di piedi per essere all’altezza delle esigenze. A lungo andare, però, nessuno ama stare sempre in punta di piedi: è faticoso, doloroso e spesso appare forzato e innaturale.

Perché così tanti dipendenti sono insoddisfatti dei loro capi? Se in un ipotetico sondaggio tra i collaboratori si ponesse la domanda «Che cosa pensa del Suo superiore?» e fossero disponibili solo due possibilità di risposta, ossia «persona simpatica» o «idiota», come si distribuirebbero le risposte?

Il segreto di una buona leadership

Dunque, che cosa caratterizza una buona leadership? Il primo passo è essere sulla stessa lunghezza d’onda. In quanto capo e collaboratore, faccia attenzione a essere in sintonia sul piano emotivo – stesso umorismo, ritmo di lavoro simile, ambizioni simili, stesse opinioni sociali, gusti simili. È metà dell’opera! La leadership basata su cifre e strumenti deve essere in gran parte sostituita da una leadership con le persone, perché i risultati degli strumenti di leadership sono soltanto conseguenze del rapporto di leadership tra due persone.

Per questo: una delle qualità più importanti di un buon capo è sentire intuitivamente se la sua leadership funziona. Lo si vede dall’attenzione e dagli occhi che brillano dei collaboratori – e, altrettanto importante, dagli occhi che brillano del capo! Questa risonanza crea un ambiente in cui la leadership prospera. Se mancano questi segnali, si formano piccole crepe che possono sfociare in un pizzico di caos. Quindi, capi e collaboratori, siate sulla stessa lunghezza d’onda. È illuminante – e nel caso ideale lo sono anche gli occhi.

Nell’articoloI nostri esperti

Le persone dietro l’esperienza.

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